Intervista al Dott. Franco Vercesi : la mela Rossa

È talmente schietto da risultare disarmante. Se non avesse un approccio calmo e sorridente sembrerebbe quasi distaccato. Ed è così trasparente sin dalle prime battute che ti chiedi spesso cosa c’è dietro. Fino a quando pensi di provocarlo chiedendogli ‘Dott. Vercesi, lei sembra perfetto. Laurea magna cum laude, pubblicazione della tesi, assunzione in un ospedale prima della specializzazione, campione di pallavolo, pioniere di tutte le tecniche innovative di chirurgia estetica... c’è qualcosa che ha fatto male?’ E lui ti risponde “Il marito. Per seguire la passione ho tralasciato le cose che contano. Se tornassi indietro farei tutto diversamente” E tu sorridi e ti rilassi. Hai di nuovo di fronte una persona che ce l’ha fatta. E ce l’ha fatta così bene che oltre a seguire il sogno e a raggiungerlo si è fermato a studiare dove ha fallito con l’intento di non commettere lo stesso errore in un caso futuro. Mi metto comoda e comincio ad ascoltare. Franco Vercesi, Medico Chirurgo specializzato in Medicina Estetica, sa cosa dire e come raccontarsi. Il suo studio è molto frequentato da donne e uomini di tutte le età e i suoi pazienti arrivano principalmente su indicazione di altri che si sono già rivolti alle sue cure. Mi racconta della passione nata da bambino, quando operava i pupazzi e delle scelte che sono arrivate spontanee. La laurea, il lavoro in ospedale dove si specializza sulle malformazioni cranio facciali e poi la scelta di aprire uno studio e di lavorare con pazienti diversi, che scelgono di vivere meglio se stessi anche grazie alle sue soluzioni. Lo studio ha una struttura particolare: insieme a Vercesi ci sono Chirurghi giovani che lo seguono e lo affiancano. Mi incuriosisce, gli chiedo di approfondire “È un normale passaggio di conoscenze. Secondo me le persone devono tramandare la loro esperienza, altrimenti è inutile. Studiare e perfezionarsi ha questo obiettivo, non si può e non si deve avere timore di essere sorpassati. Loro mi trasmettono energia, curiosità e innovazione; io li affianco nelle loro scelte e trasmetto la mia esperienza. Abbiamo creato un team vincente, premiato quotidianamente dai colleghi che si iscrivono ai nostri corsi di approfondimento e dai pazienti fidelizzati che aumentano costantemente”

Cos’ha di particolare rispetto agli altri chirurghi, Dott. Vercesi? Perché lei?’ “Perché dico spesso di no. Quando incontro un paziente la mia priorità è ascoltarlo, entrare in empatia con lui. Poi ascolto le loro richieste e in qualche modo li metto alla prova. Spesso le richieste di interventi sono definitive e se non sono più che motivate e supportate da un buon equilibrio rischiano di essere dannose. In quel caso rimango fermo sul no, e se il paziente non è d’accordo è libero di rivolgersi ad un altro professionista.”

‘Mi può fare un esempio?’ “ Certamente. Partiamo dal botox, o dalle labbra. Le donne hanno un’idea di bellezza stereotipata. Vedono un’amica con belle labbra e pensano di poterle avere uguali. Ma ogni volto ha le sue caratteristiche e deve rispecchiare la propria personalità. Non mi presto mai a creare volti stereotipati o visibilmente ritoccati solo per ridare sicurezza ad una persona. Amo ringiovanire l’aspetto delle pazienti, migliorare o evidenziare delle caratteristiche, ma non creare delle donne finte. A maggior ragione quando si parla di interventi definitivi, ad esempio il seno, o il naso. Il corpo deve essere armonioso, non servire a rifuggire delle insicurezze ingiustificate.” Mi piace il suo approccio, sono d’accordo.

‘Altri segreti?’ “I materiali. Non scegliamo mai materiali di second’ordine. Ci sono filler, ad esempio, che costano la metà di quelli che usiamo noi e durano un terzo del tempo. Quindi ci sono persone che spendono la metà ma ogni quattro mesi devono tornare dal Medico Estetico. I nostri pazienti hanno la garanzia di prodotti che sono i migliori del mercato e hanno una durata fino a tre volte superiore. Che, alla fine, si rivela un grande risparmio.”

‘Come riassumerebbe la sua filosofia professionale?’ “Io credo che Medicina e la Chirurgia Estetica debbano proporre esclusivamente interventi su misura, come se si parlasse di un abito. Nelle occasioni importanti non si sceglie un abito comprato in un grande magazzino, giusto? Ecco, nel mio ambito è la stessa cosa. Ogni persona è unica e ha uno stile inimitabile; è giusto che le sue scelte e il suo aspetto rispecchino queste caratteristiche di unicità. Uscendo, dia un occhio in sala d’aspetto. Vedrà donne molto belle tutte diverse tra loro. È la mia più grande soddisfazione”. Comincia a parlarmi delle tecniche, delle soluzioni proposte. Mi illustra la tecnica di smoothshapes, la liposuzione laser, il vacuum con rulli e laser dall’esterno, ma la mia attenzione è altrove. Non riesco a stare zitta. Glielo devo chiedere. ‘Mi scusi, ma... quella storia del marito... insomma, cosa farebbe di diverso?’ Sorride “Non proverei a fare il professore anche a casa. Rispetterei le scelte e le diversità. Apprezzerei quello che mi viene offerto senza spingere la mia compagna a fare quello che secondo me sarebbe il massimo, ascolterei e farei sentire importante la persona al mio fianco, non la trascurerei e metterei più spesso la mia persona in secondo piano... Ascolterei con il cuore e non con i principi di anatomia.”

Ma non potrebbe unire la Medicina Estetica a corsi di life coach? Secondo me sarebbe un successone, alla prossima intervista glielo suggerisco.

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